Chi sono

Utente: MariellaT
Nome: Mariella T


Sono uno spirito libero e amo quelli che mi somigliano.

Amo chi tenta strade inesplorate e, per quanto mi riguarda, non sono mai stanca di imparare.

Tra una cosa e l'altra scrivo poesie e, più raramente, racconti. E questi qui sotto, del poeta premio Nobel Octavio Paz, sono i versi che meglio interpretano il senso che vorrei avesse anche la mia scrittura.


El puente



Entre ahora y ahora
entre yo soy y tù eres,
la palabra puente.

Entras en ti misma
al entrar en ella :
como un anillo
el mundo se cierra.

De una orilla a la otra
siempre se tiende un cuerpo,
un arcoiris.

Yo dormiré bajo sus arcos.

(Octavio Paz)


(la "parola ponte", già...)

Quello che cerco nella poesia è "la parola ponte", per dirla con Octavio Paz e con Hikmet, tra gli altri. La parola che unisce me a te, quella che ci rende riconoscibili l'uno all'altro al di là delle distanze spazio-temporali e culturali. La poesia che preferisco è quella che sa farsi ponte, non barriera: non è una porta chiusa, non è un vuoto suono che si compiace di se stesso. E quella che vorrei saper scrivere è la poesia del quotidiano, appunto, che sa indagare nel profondo cogliendo il dettaglio e restando aderente al reale; è quella "semplice", che non vuol dire banale e che ha lo splendore dell'illuminazione; è quella dell'universo femminile, che sa di attese e di pace, di amore e dolore, di pazienza e di frustrazioni.


Alcune delle cose che ho scritto sono in queste raccolte



Più riguardo a Viaggiare con bisaccia & penna

Immagine di Nata il 21 marzo

Immagine di Kimere d'Autore

In senso inVerso

Di pieno e di vuoto3

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lunedì, 09 novembre 2009

Novembre

*

Sarebbe tutto in scala di grigio, ciò che sta tra me e l’orizzonte
se non fosse per la macchia rosarancio di un fabbricato
a metà strada da qui a lì. Meno male che c’è, o chissà - mi dico.

La chioma del pino è il nero, ma più oltre c’è il bianco accecante
d’un tratto di mare spazzato dal vento – in metallico grigio per il resto -
a rispecchiare uno squarcio nelle nubi. In grigio greve stagliate - quelle
contro il lucore perlaceo di un più alto cielo, ch’è più fine grigiore.

E così ci sei tu, ancora, tra la vita e la morte
( e chissà se riesci a sentirlo, il vento)
a macchiare di rosarancio - e tepore
questo cupo novembre.


*

postato da: MariellaT alle ore 20:05 | link | commenti
categorie: poesia, poesia amore, scaglie di dormiveglia
sabato, 31 ottobre 2009

Testamento

Quando morirò spargi le mie ceneri
Là dove tutte le navi approdano
Là dove tutte ripartono

Spargi le mie ceneri là
Dove i gabbiani si tuffano a ghermire
Brani di sarde galleggianti
Tra buste di plastica e croste di pane

Quando morirò non resterò con te
Tra quelli che verranno al funerale

Sarò il mazzone preso all’amo che guizza
Nell’aria fumosa del mattino
Sarò quello che ha trovato scampo
Schivando per caso la sua esca
E attende me senza saperlo

Voglio aspettarti là
Dove le eliche fanno mulinelli
Nell’acqua sporca del porto

venerdì, 23 ottobre 2009

Le versioni di Gina

avrei voluto come tanti
morire
meno spesso di quanto
sia accaduto. avrei voluto

meno spesso di dolore morire

e più spesso di gioia avrei voluto

cantare. come tanti avrei  voluto

vita con vita scambiare e andare

sulle punte delle dita correre

delle dita dei piedi e voluto ali forti

avrei o anche un'ala soltanto
ma essere in due
a volare.  e avrei voluto 
sogni
e  poter baciare ogni sorriso
perduto o incontrato
come te lungo
la strada. avrei potuto
a labbra
morbide  più spesso
legare le mie
e avrei voluto
  baciare le tue e  forse
sì avrei anche dovuto
e potendo
chissà che altro ancora. la vita poi

la vita è andata altrove in direzioni
altre che non avrei dovuto prendere
nemmeno in esame.se non che adesso
devo andare a letto e da sola
ma chissà se in tre si dorme bene
se si fa spesso all'amore o se si scopa 
soltanto e chissà. che tutto questo mio
salmodiare rimpianto non sia una scusa
chissà. o che ci si fa mangiare dalla gelosia.


postato da: MariellaT alle ore 00:36 | link | commenti (5)
categorie: notturni, poesia in cerca di musica
martedì, 06 ottobre 2009

Distratti ritratti contratti

L'amica del Vate
ha la fica sbilenca: non crede alle fate.

I boschi lei sfiora con dita
leggere: si duole, si scuote,
non lascia una scia di cose
segrete. Conosce il mistero
di un pene che ride, la pena
di un pene che crepa. Conosce
la sfida -la rabbia- la creta
di maschere antiche. E ride.

Lui pure conosce a memoria
la strada del bosco. E, certo
(la fica sbilenca comprende)
non cede alla foia di sempre.
Si nutre di sogni e pensieri
purpuree atmosfere, parole.

Non ha che salmastro negli occhi:
se ride lo fa con la bocca
soltanto.           
             Sfinito ricerca
le rotte del mare, percorre
le notti con dita leggere
lui pure. Ha reni spezzate,
ma cerca: perdute banchine
e approdi lui finge. Il Vate
si tinge i capelli di nero
corvino. E nuota convinto.

Si sagoma a pesce, ma annaspa;
si riempie di vuoto. E annega.





 
postato da: MariellaT alle ore 23:48 | link | commenti (2)
categorie: mariellasidiverte
martedì, 29 settembre 2009

Notturno

 

*


di silenzi nutrirsi
latrando di parole

di dolore scoprirsi
coprendo lacci e suole

nascosti nella luce
del buio che si scuce

di sogni travestirsi


*

postato da: MariellaT alle ore 23:27 | link | commenti (5)
categorie: notturni, poesia introspettiva
sabato, 08 agosto 2009

Terra mia, alla deriva ...


Musica: "Deriva", di Remo Anzovino (dall'album "Tabù") Foto: Mariella Tafuto
lunedì, 29 giugno 2009

Se il tempo (di Mario Torre)




Musica, composizione immagini e versi di Mario Torre.
postato da: MariellaT alle ore 19:04 | link | commenti (4)
categorie: musica, mario
mercoledì, 29 aprile 2009

Like a frozen land

I

cosa debba suggerirmi, questo foglio
bianco, non so. nulla, probabilmente.
perché nulla più si muove, in questo
muscolo corrotto che chiamano cuore.
nulla di nulla, niente più. si muore.

 

II

in una goccia di olio di sandalo
ho intinto un polpastrello
quindi ho strusciato l'indice, lentamente
sulla pelle dei polsi. dopo ho annusato
e sì, avevo un buon profumo.

non provo che silenzio, adesso.


III


alle tre passate, pensavo
il mondo è disteso a letto. dorme
chi si agita tra le lenzuola. dorme
chi si lamenta nel sonno. e forse russa
chi dorme. acciambellato nella cuccia
anche il cane.

 IV

 e poi c'è questo... non mi viene la parola...
questo lontano abbaìo che si trascina
da ore, lamentoso. e d'improvviso s'acquieta. 

 

V

'senti qua ...'. [un palpito
stantuffa sangue nelle vene. caldo.
e fiotta il sale di un dolore antico
lungo ignote correnti. innominate ]
e quelle colmano gli argini degli occhi
intanto che palpebre e ciglia si tendono
nell' atroce sforzo di contenerle. cede
per un appena la voce. articolando
un 'non importa ...'.

questione di attimi.

[l'intera vita, sai
è tutta appesa ad attimi
di angoscia, o a sprazzi
di smemorata gioia.
e dire che per caso,
per errore, o per scelta,
avrei potuto non rispondere.
l'intera vita, sai
è tutta appesa a scelte.]

quelle che poi non tracimano.
restano lì accucciate
sulle rive.

 

(colonna sonora: lagrimas negras)



 

 

mercoledì, 01 aprile 2009

Rendimi il bacio che uccide

Rendimi il bacio che uccide

il sogno che non provvede

a disincagliarsi dal petto,

poi abbandonami all'istante

più duro, che ho miele amaro

in fondo ad un sorriso. Rendimi


il bacio che stride più forte

nell'ora del sangue rappreso,

e privami del fumo delle dita

che serrano labbra a sere

sincere di stupore. Puro fiele

il futuro, ancorato alla vita.

 
domenica, 15 marzo 2009

Ho bisogno di pace

(A Rachel Corrie)
E
sono qui
di nuovo
dentro la forma
del mio vestito
cucito
con fili di sole

Nulla mi manca
per essere felice
Nulla, tranne la pace
del tuo sorriso indifeso

Ma sta passando la guerra
adesso, alta sulla mia testa
come una bianca scia di gas
nell'azzurro

E' come un rombo ovattato
in questo silenzio che parla di te
il sibilo di un aeroplano che ora
è solo una preoccupazione in più
un fastidioso ronzìo senza senso
il volo di un calabrone
in un mattino di primavera

E sono qui
di nuovo
Sorrido e mi abbraccio forte
L’unica guerra che voglio combattere
adesso
è quella del mio corpo dentro il tuo
del tuo nel mio
Ho bisogno di amore, io
ho bisogno di pace

Nulla mi manca
per essere felice
Nulla, tranne la luce
del tuo sorriso arreso

(marzo 2003)

N.d.A E' singolare che questa poesia io l'abbia scritta proprio nei giorni in cui moriva Rachel Corrie (1979-2003) e scoppiava la guerra in Irak. Oggi la dedico a Rachel, giovane sognatrice americana,  morta in Palestina a soli 23 anni per difendere un' idea di Pace.


 


postato da: MariellaT alle ore 22:46 | link | commenti (7)
categorie: poesia, amore, poesia amore, per la cronaca